Sono disponibile a provare i prodotti che le aziende desiderano promuovere e a recensirli successivamente sul mio blog.Contattatemi pure se siete interessati.



sabato 30 settembre 2017

Rosette al prosciutto cotto e formaggio del pastificio Il Matterello



Oggi voglio parlarvi nuovamente di una azienda con cui ho collaborato poco tempo fa e con la quale mi ero trovato bene per la qualità dei loro prodotti.
Si tratta del pastificio Il Matterello, una realtà modenese specializzata nella produzione di pasta fresca artigianale, piatti pronti, l'emiliana e paste integrali.
Il mio giudizio sulla azienda era stato molto positivo in quanto ho potuto apprezzare la qualità e la freschezza dei loro prodotti, il tutto unito anche alla puntualità e alla cura nelle spedizioni; i prodotti infatti arrivano a temperatura idonea per essere conservati adeguatamente nei 2-3 giorni di spedizione.
L'altra volta avevo provato le tagliatelle di sfoglia all'uovo prodotte artigianalmente e il piatto pronto sedanini pomodo e basilico.
In concomitanza con la promozione nei supermercati SIGMA e NORDICONAD delle rosette al prosciutto cotto e formaggio l'azienda ha deciso di farmi provare il prodotto.
La spedizione è stata come sempre veloce ed il prodotto è arrivato fresco grazie all'utilizzo dei polaretti.
Le rosette al prosciutto cotto e formaggio sono un piatto della tradizione emiliana; queste del pastificio Il Matterello sono composte da sfoglia fresca all'uovo con prosciutto cotto, besciamella prodotta dall'azienda stessa e formaggio, il tutto guarnito da un sugo di panna e pomodoro.
La confezione può essere da 300 grammi(1 porzione) oppure da 500 grammi(2 porzioni).
Facendo parte della linea dei piatti pronti basterà mettere le rosette in forno con alluminio per 30 minuti oppure per 8 minuti nel microonde alla temperatura massima.
Già attraverso la confezione si capisce che la pasta è fresca dal suo colore.


Una volta passati gli 8 minuti ho provveduto ad assaggiare il piatto, molto curioso di percepirne gusto, freschezza e qualità.

Le rosette erano molto buone, complice la freschezza della pasta e quella degli ingredienti al suo interno(non c'è penuria in quantità di ingredienti all'interno delle rosette, c'è molto prosciutto).
Per la cottura nel microonde consiglio di lasciarle un pò di più degli 8 minuti indicati; credo che la cottura nel forno possa valorizzare meglio la cottura finale di questo prodotto.
Due rosette erano così belle piene di ingredienti che mi hanno decisamente riempito e soddisfatto.
Il pastificio Il Matterello conferma ancora una volta di essere una azienda seria, professionale e che mira alla qualità dei suoi prodotti profondendo passione, tradizione e impegno.
Una bella realtà tutta italiana che speriamo continui su questa strada per molto tempo.

martedì 26 settembre 2017

Tour in Basilicata alla scoperta delle bellezze paesaggistiche e della storia della regione



Recentemente sono stato in Basilicata e come programma ho deciso di visitare tutti i luoghi più caratteristici ed importanti facendo una selezione e dovendo tralasciare per motivi di tempo e logistici altri che avrebbero meritato sicuramente la visita.
Per la scelta mi sono avvalso di alcune guide cartacee e di commenti vari su internet e così ho stilato un itinerario piuttosto completo anche se impegnativo per i tanti chilometri che avrei dovuto percorrere.
La tappa iniziale non poteva che essere Matera, vero simbolo della rinascita turistica della Basilicata e patrimonio dell'Unesco, ormai meta ambita di turisti italiani e stranieri che rimangono incantati dal fascino di una città dove il tempo sembra essersi fermato.
Inoltre la gravina a strapiombo rende il panorama incredibilmente mozzafiato, a prova di coloro che soffrono di vertigini.



 Una visita dei "sassi" è doverosa, vedere come vivevano fino agli anni 50 i materani colpisce molto; si possono vedere gli utensili, i letti, i mobili, le stanze dove erano sistemati gli animali, i pozzi dell'acqua, insomma è come tornare indietro davvero nel tempo.
L'ingresso nei sassi è a pagamento; io li avevo già visitati nel 2012 quindi stavolta ho solo fatto un giro tra i bellissimi vicoli della città.
Anzi questa volta ho fatto di più: con un piccolo tragitto di alcuni chilometri si può andare sull'altra sponda della gravina e avere la visuale completa della città, una cosa che lascia letteralmente a bocca aperta.Basta seguire le indicazioni per Laterza e poi parco della Murgia materana; se andate a Matera dovete assolutamente approfittare del panorama che si può godere dal parco sulla città.


Dopo Matera mi sono spinto verso l'interno prendendo la Basentana e sono ritornato a Pietrapertosa, un altro gioiellino lucano incastrato letteralmente nella Dolomiti Lucane, un altro esempio di come la morfologia del territorio della Basilicata sia incredibilmente eterogeneo.
Pietrapertosa è stato riconosciuto come uno dei borghi lucani più belli d'Italia.


Pietrapertosa è rinomata soprattutto per il Volo dell'Angelo, una esperienza adrenalinica incredibile che ho vissuto nel 2012 e che dal 2007, anno della sua inaugurazione, attrae tantissimi temerari che vogliono cimentarsi in una avventura unica nel suo genere, considerando anche la scenografia offerta dalle Dolomiti Lucane.Pietrapertosa si affaccia su Castelmezzano, con cui condivide l'attrazione del Volo dell'Angelo, altro borgo più bello d'Italia che merita sicuramente di essere visitato.
Ritornando verso Metaponto, sede di pernotto, come non passare da Craco, uno dei luoghi simbolo della regione?
Craco è stata abbandonata in seguito ad una frana nel 1963 e da allora si staglia sul suo cocuzzolo silenziosa, imponente, con la sua torre normanna a controllare tutto il territorio "lunare" che si estende a 360 gradi, caratterizzato dalla presenza dei caratteristici calanchi, un fenomeno geomorfologico tutto lucano che lascia decisamente a bocca aperta.

Altro luogo simbolo della Basilicata è Maratea, un autentico gioiellino dal mare incontaminato e con il Cristo Redentore a controllare dall'alto tutta la costa e dal cui punto panoramico si gode di una vista stupenda.



Numerose sono state le tappe del viaggio: Rotondella, Valsinni, Tursi con la sua rabatana, Aliano, Muro Lucano, Pietragalla con i suoi Palmenti, luoghi che per motivi storici, architettonici e di bellezza paesaggistica meritano di essere visitati.

Rotondella vista dal drone 

Valsinni col suo castello a dominare il paese

La Rabatana di Tursi, il vecchio quartiere arabo

 Muro Lucano



Aliano merita una visita per i suoi calanchi vertiginosi e per il fatto di essere stato il paese di esilio di Carlo Levi; il paese con la sua vita povera ispirò così tanto lo scrittore che venne concepito il libro Cristo si è fermato a Eboli, opera massima dello scrittore torinese in cui vengono denunciate le condizioni disumane di vita dei contadini ai quali sembra non giungere neanche la parola di Cristo.
Nei vicoli del paese sono presenti sui muri delle case targhe in legno che riportano citazioni dello scrittore.
Altro luogo particolare è Pietragalla che offre come attrazione i Palmenti, costruzioni in cui avveniva la pigiatura dell'uva per creare il mosto che veniva conservato in grandi vasche.
Se ne contano quasi 200 e sembrano davvero le case degli Hobbit, i protagonisti della saga de Il signore degli anelli.Sono visitabili liberamente ed alcuni sono tutt'ora utilizzati dagli abitanti per lo scopo a cui erano anticamente adibiti.

 Foto dei Palmenti di Pietragalla dal drone
 
Luoghi nei quali le visite sono state più lunghe sono stati Melfi e Venosa, simboli storici di epoche differenti della Lucania; il primo con il suo castello usato da Federico II come sede legislativa ed attualmente adibito a museo archeologico ed il secondo di importanza storica notevole per l'antico splendore che rivestiva la città in epoca romana e per la sua celebre Incompiuta, chiesa di periodo normanno mai ultimata.

Castello di Melfi

Lo stupendo sarcofago in marmo trovato vicino Rapolla

Uno dei tanti corredi funerari trovati in zona ed esposti nel museo


Il biglietto di ingresso al museo costa solo 2.5 euro, un prezzo irrisorio considerato i capolavori che potrete visitare.
 A Venosa con un unico biglietto potrete visitare sia il museo all'interno del castello sia le rovine romane e l'Incompita che sono adiacenti; il costo del biglietto è sempre di 2.5 euro ed ha curiosamente la stessa grafica di quello emesso al castello di Melfi.


Chiesa vecchia della Santissima Trinità con i suoi affreschi

Tomba degli Altavilla tra cui spicca Roberto il Guiscardo come personaggio

Bellissima pavimentazione a mosaico di una costruzione romana




Il mio tour in Basilicata è terminato proprio a Venosa; vorrei citare altri luoghi visitati come la bella Acerenza con la sua cattedrale, Lagopesole col suo castello federiciano, le cascate di San Fele, il castello di Brienza(non visitabile), le Tavole Palatine e le rovine della Metaponto greca, le rovine di Grumentum.
Un viaggio che mi ha emozionato, viste anche le mie origini proprio lucane, in cui ho potuto scoprire quante risorse turistiche abbia questa regione e quanta strada ancora debba fare per dare il giusto riscontro a tanta storia e bellezza paesaggistica ed architettonica.
Nel tour ho potuto riscontrare in numerosi luoghi una assenza di cartellonistica stradale e di personale che potesse dare maggiore attenzione al patrimonio sparso un pò per tutta la regione(trovare Grumentum è stata una impresa vista la totale assenza di cartelli per non parlare di personale qualificato per visitare il sito archeologico).
Spero proprio che si possa migliorare in tale direzione; io sicuramente tornerò in Basilicata per continuare il mio tour alla scoperta dell'incredibile patrimonio che questa regione offre.
Come diceva Papaleo nel film Basilicata Coast to Coast, la Basilicata esiste!

giovedì 21 settembre 2017

Vacanze in Valtellina tra storia enogastronomia e sport




Molte persone d'estate preferiscono passare le proprie vacanze al clima più fresco offerto dalla montagna, luogo che oltre a dare sensazioni paesaggistiche forti offre la possibilità di svolgere numerose attività per i più attivi come passeggiate, mountain bike, trekking, canoa; in alternativa per i meno temerari ed energici ci si può abbandonare ad assaporare i prodotti tipici e a scoprire le origini dei luoghi che si stanno visitando.
Un luogo che ho personalmente visitato più volte è la Valtellina, una zona alpina della Lombardia situata a nord del lago di Como e corrispondente al bacino idrografico dell'Adda; la Valtellina si trova quasi interamente nella provincia di Sondrio.
Numerose sono le bellissime vallate che costituiscono la Valtellina, ad esempio la valle di Livigno, nota località sciistica oppure la val Malenco, la val Masino, la valle del Bitto e la Val Chiavenna.
Oltre a Livigno un altro importante centro turistico è Bormio, famosa non solo per le sue piste di sci ma anche per le ottime acque termali note sin dall'antichità (Terme di Plinio).
Personalmente ho visitato Morbegno, Chiesa in Val Malenco, Berbenno, Cosio Valtellino, Dazio, cittadine tranquille dove d'estate è possibile rilassarsi con delle passeggiate nelle bellissime verdi vallate che circondano queste località che si animano di tanti eventi, fiere, manifestazioni sportive e mostre richiamando molti turisti interessati.
Una attrazione che prima o poi mi piacerebbe provare è il trenino rosso del Bernina che collega Tirano a Saint Moritz dichiarato nel 2008 patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco; un treno che viaggia sulla tratta ferroviaria più alta delle Alpi e che permette di godere di paesaggi magnifici e mozzafiato lungo un percorso ripido con pendenze che raggiungono il 70 per mille.


Se poi si vuole affrontare attività in alta quota è possibile avventurarsi sia per escursionisti che alpinisti su massicci che superano anche i 4000 metri come il massiccio del Bernina, l'Ortles, il Cevedale il Gran Zebrù e il gruppo dell'Adamello - Presanella
Luoghi che evocano una bellezza straordinaria e che hanno lasciato in eredità i non  lontani ricordi del primo conflitto mondiale che sull'Adamello ha avuto accesi scontri tra l'esercito italiano e quello austro-ungarico, accomunati dal freddo, dalla fatica e dalla fame.
A tal proposito si possono visitare i musei e i luoghi restaurati dove i soldati italiani ed avversari hanno valorosamente combattuto una guerra ad altitudini impensabili e in condizioni sovrumane.

Un bellissimo ricordo delle mie sortite estive in Valtellina riguardano le specialità enogastronomiche che ho avuto modo di assaggiare soprattutto a Morbegno, paese che è annoverato per la bresaola e il Bitto, il famoso formaggio  prodotto esclusivamente nei mesi estivi nei pascoli d'alta quota, ottenuto da latte di vacca con aggiunta in quantità variabile di latte caprino; come non dimenticare inoltre il piatto tipico della Valtellina, i pizzoccheri, di cui ho fatto largo consumo e da cui ho ricevuto un appagamento non indifferente.
Una tradizione forte, mantenuta nel tempo grazie al duro lavoro e alla passione degli abitanti del posto, che dà una precisa identità alla zona e la eleva senza dubbio dal punto di vista storico ed enogastromico a livello nazionale ed internazionale.


Nei secoli importanti personaggi storici hanno fatto della Valtellina il loro luogo di relax come ad esempio il poeta Giuosè Carducci, che ha soggiornato a Madesimo per numerose stagioni; un segno tangibile di una regione che affascina per i suoi paesaggi incredibili e che colpisce per la sua storia ormai secolare.
Infatti in Valtellina è possibile visitare il Parco delle Incisioni rupestri di Grosio  dove è presente  La Rupe Magna, la più estesa roccia alpina incisa dall’uomo che ospita più di 5.000 incisioni collocate tra la fine del Neolitico (IV millennio a.C.) e l’Età del Ferro (V sec. a.C.).
Insomma, la Valtellina d'estate è un piccolo paradiso terrestre dove potrete rilassarvi e godere appieno le vostre meritate e tanto agognate ferie.



lunedì 18 settembre 2017

Albergo e ristorante La Coccinella a Lavello




Nel mio recente tour in Basilicata, nel quale ho sviscerato bene o male tutta la regione, si è reso necessario un pernotto di due giorni nella zona nord-ovest della regione considerato la quantità di posti che avrei dovuto visitare.
La scelta è ricaduta sull'albergo La Coccinella di Lavello, una struttura 3 stelle dotata anche di ristorante che ha il medesimo nome.
La ricerca è stata piuttosto veloce, una volta visto che i prezzi per 2 notti erano buoni e dopo la lettura di qualche recensione positiva io ed il mio compagno di viaggio abbiamo subito telefonato per prenotare(ammetto che non siamo stati a consultare troppe informazioni sull'albergo anche perchè, grave pecca, non ha un proprio sito).
All'arrivo a Lavello quindi non ci aspettavamo niente di che, solo un posto dove passare decentemente due notti e dove poter anche eventualmente cenare.
Sono rimasto subito sorpreso dall'esterno dell'albergo, un caseggiato recente, pulito e curato con i distinti ingressi ben segnalati del ristorante e dell'albergo.
All'interno tutto nuovo, tutto pulito, con un profumo di fresco persistente(candele profumate erano un pò ovunque).
La cosa particolare che è saltata subito all'occhio è che il proprietario, un signore distinto e disponibile, non usava la reception ma rimaneva nel salone del ristorante( alla reception non abbiamo mai visto nessuno), utilizzando un tavolo come suo luogo di lavoro.




Tolto questo aspetto curioso, devo dire che l'esperienza nell'albergo La Coccinella è stata molto positiva.
Arrivati in stanza abbiamo osservato che il canovaccio dello stile moderno e della pulizia proseguiva positivamente; infatti abbiamo potuto apprezzare una stanza di grandi dimensioni, con accessori tutti nuovi e perfettamente funzionanti.
Si sono ricordati di separare i letti del matrimoniale, accorgimento che ci ha fatto piacere; presente comunque un terzo letto in caso di necessità.
Come comfort presenti il frigobar e la tv posizionata in alto sul muro.



Sulla porta di ingresso era affissa la password del wi-fi che in stanza ha funzionato perfettamente con un segnale forte e permanente.
L'unica cosa che abbiamo notato non funzionare, e fortunatamente la pioggia notturna ha contribuito ad abbassare la temperatura, è stata l'aria condizionata che non siamo proprio riusciti ad accendere.
Siccome la prima sera eravamo un pò stanchi abbiamo deciso di cenare direttamente nel ristorante dell'albergo senza dover andare a cercare in Lavello un locale di cui poi avremmo dovuto leggere le recensioni, andando quindi al buio più totale.
Qui devo dire che quelli de La Coccinella si sono superati perchè in due cene ci hanno servito dei piatti a regola d'arte, cucinati con sapienza e impiattati come si conviene in un ristorante di buon livello.
Il cameriere è sempre stato disponibile e si è fermato a parlare molte volte per darci anche consigli su cosa visitare in zona(anche se noi già avevamo il nostro programma ben definito).
Della esperienza nel ristorante La Coccinella ricorderò sempre le orecchiette con broccoli, aglio, olio, peperoncino e pinoli, un semplice e piccolo capolavoro di bontà e cosa ancor più gradita, una specialità del posto.

Ottimo anche il resto che abbiamo assaggiato: tagliata, polpette alla boscaiola, baccalà e anche le tagliatelle alla bolognese(la prima sera ci è stato proposto un menù non proprio del posto mentre la seconda sera abbiamo sostanzialmente spinto in direzione di piatti autoctoni).



Detto del livello di soddisfazione alto per la ristorazione, passiamo alla colazione, dove tutto sommato ho trovato un livello normale(visto la cura e la qualità del ristorante mi sarei aspettato qualcosa in più).

Presenti croissant, crostate(sembravano quelle del supermercato), marmellate, croissant confezionati, yoghurt(non mantenuti al fresco), fette biscottate, nutella, fiocchi d'avena; assente quindi la parte salata.
I cappuccini venivano preparati dal proprietario stesso utilizzando un macchinario da bar posizionato dietro ad un bancone.
La colazione viene servita al quarto piano(presente l'ascensore) ad orari molto mattutini.
Alla fine per 2 notti con colazione e 2 cene la spesa è stata di 220 euro totali, una cifra decisamente interessante considerato che è per 2 persone.
Tranne qualche piccolo neo, a cui aggiungo un parcheggio un pò scarso, posso assolutamente consigliare di andare nell'albergo La Coccinella e a quel punto di mangiare direttamente nel ristorante annesso.
Ad una spesa moderata troverete una struttura nuova, pulita e personale cortese ad attendervi.
Ci tornerò sicuramente.

martedì 12 settembre 2017

Taverna Oraziana a Potenza alla scoperta delle specialità lucane




Sono rientrato da pochissimi giorni dalla mia vacanza in Basilicata e ancora ho in mente gli splendidi panorami che ho avuto modo di apprezzare in tutta la regione: pianura, calanchi, mare, montagna, boschi, distese coltivate, paesi arroccati sulle cime, castelli e scavi archeologici.
Una autentica miniera per chi, come me, ama addentrarsi nella storia e scoprire le curiosità di ogni luogo.
La Basilicata non è solo Matera, Maratea, il volo dell'Angelo, Venosa e Melfi ma offre tante piccole realtà che meritano di essere scoperte.
Rientrando da Maratea io ed il mio compagno di viaggio abbiamo deciso di fermarci a fare una passeggiata serale per Potenza, capoluogo in cui non avevamo programmato la sosta ma che per esigenze anche di riposo, è diventata una nuova meta di visita.
Una volta trovato parcheggio a fatica fuori dal centro storico(non cercate posto, non lo troverete) ci siamo incamminati verso la piazza Mario Pagano, segnalata come uno dei luoghi della città da visitare.
Attorno all'ora di cena la via Pretoria era molto viva, con tantissimi giovani a passeggio ma anche tante coppie di tutte le età.
Con occhi attenti abbiamo cercato anche qualche ristorante durante il tragitto ma nulla, la ricerca è stata decisamente vana.
Molto carina comunque piazza Mario Pagano, illuminata a dovere e molto vitale.


Arrivati al fondo di via Pretoria finalmente un raggio di luce si è presentato ai nostri occhi: la Taverna Oraziana si presentava al fondo di una breve scalinata quasi timidamente, non ostentando il proprio potenziale di locale dove gustare i sapori della Basilicata.
Leggendo un pò di recensioni online, tutte positive, ci siamo decisi ad entrare nel ristorante.
Siamo stati accolti inizialmente un pò freddamente ma successivamente c'è stato il trionfo dell'accoglienza da parte di uno dei due titolari, prodigo di consigli e informazioni utili.
Il locale conserva un aspetto caratteristico, addentrante nella realtà lucana più ancestrale con tanti arnesi in vista e lampadari lavorati in legno.





Consigliati dalle recensioni, ci siamo abbandonati ai sapori locali scegliendo come primo il trittico oraziano, un tris di pasta locale con sugo di polpette; come secondo abbiamo optato per la salsiccia al finocchietto selvatico e la macinata di maiale.
Come vino non abbiamo potuto non degustare un Aglianico rosso 14°, un vino eccellente e vero vanto lucano.
Arrivato il primo abbiamo subito capito il perchè delle tantissime recensioni positive.

Pasta fatta rigorosamente in casa, cottura perfetta e sugo incredibilmente saporito; nel trittico erano presenti strascinati, orecchiette e un terzo tipo di cui non ricordo il nome.
Nel frattempo il titolare più socievole ci intratteneva continuamente e ci faceva sentire come a casa, dimostrando una conoscenza non solo enogastronomica ma anche storica della sua regione.
I secondi, arrivati dopo non eccessiva attesa, già dall'aspetto lasciavano presagire una elevata bontà.

Inutile dire che le sensazioni sono state confermate dal primo assaggio: ingredienti freschi, ben cucinati e la presenza del finocchietto selvatico a dare quel tocco in più alla salsiccia, tutto troppo perfettamente buono.
Accompagnare lo squisito Aglianico a questi piatti ha impreziosito l'esperienza esponenzialmente.
Come non provare anche un dessert locale?
Io ho scelto una fetta di torta con ricotta e pere mentre il mio amico ha scelto di assaggiare una sorta di strudel.
La torta era buonissima e se ne assaporava la freschezza dei componenti, peccato solo che la fetta fosse decisamente ridotta.



I titolari, giusto per chiudere ancor più positivamente l'esperienza, ci hanno fatto una sorpresa portandoci due assaggi di un moscato a fermentazione parziale e di un altro liquore locale al finocchietto, tutte novità per noi sempre aperti a nuovi gusti.
La positiva chiusura della serata si è avuta con il conto, che porta ad un rapporto qualità/prezzo decisamente elevato.
Il totale infatti era di 44 euro che ritengo un prezzo equo per qualità e per il servizio offerto.
Dimenticatevi durante il pasto di usufruire dello smartphone per navigare su internet perchè è praticamente assente la connessione dati; infatti una volta entrati dentro il ristorante per arrivare al salone bisogna scendere una scalinata ed il segnale non arriva così in basso.
Esperienza ultrapositiva, un buon motivo per tornare a Potenza e per assaporare altre specialità locali.


Contatti
Taverna Oraziana
Via Orazio Flacco 2, 85100, Potenza, Italia
+39 0971 273233