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giovedì 21 settembre 2017

Vacanze in Valtellina tra storia enogastronomia e sport




Molte persone d'estate preferiscono passare le proprie vacanze al clima più fresco offerto dalla montagna, luogo che oltre a dare sensazioni paesaggistiche forti offre la possibilità di svolgere numerose attività per i più attivi come passeggiate, mountain bike, trekking, canoa; in alternativa per i meno temerari ed energici ci si può abbandonare ad assaporare i prodotti tipici e a scoprire le origini dei luoghi che si stanno visitando.
Un luogo che ho personalmente visitato più volte è la Valtellina, una zona alpina della Lombardia situata a nord del lago di Como e corrispondente al bacino idrografico dell'Adda; la Valtellina si trova quasi interamente nella provincia di Sondrio.
Numerose sono le bellissime vallate che costituiscono la Valtellina, ad esempio la valle di Livigno, nota località sciistica oppure la val Malenco, la val Masino, la valle del Bitto e la Val Chiavenna.
Oltre a Livigno un altro importante centro turistico è Bormio, famosa non solo per le sue piste di sci ma anche per le ottime acque termali note sin dall'antichità (Terme di Plinio).
Personalmente ho visitato Morbegno, Chiesa in Val Malenco, Berbenno, Cosio Valtellino, Dazio, cittadine tranquille dove d'estate è possibile rilassarsi con delle passeggiate nelle bellissime verdi vallate che circondano queste località che si animano di tanti eventi, fiere, manifestazioni sportive e mostre richiamando molti turisti interessati.
Una attrazione che prima o poi mi piacerebbe provare è il trenino rosso del Bernina che collega Tirano a Saint Moritz dichiarato nel 2008 patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco; un treno che viaggia sulla tratta ferroviaria più alta delle Alpi e che permette di godere di paesaggi magnifici e mozzafiato lungo un percorso ripido con pendenze che raggiungono il 70 per mille.


Se poi si vuole affrontare attività in alta quota è possibile avventurarsi sia per escursionisti che alpinisti su massicci che superano anche i 4000 metri come il massiccio del Bernina, l'Ortles, il Cevedale il Gran Zebrù e il gruppo dell'Adamello - Presanella
Luoghi che evocano una bellezza straordinaria e che hanno lasciato in eredità i non  lontani ricordi del primo conflitto mondiale che sull'Adamello ha avuto accesi scontri tra l'esercito italiano e quello austro-ungarico, accomunati dal freddo, dalla fatica e dalla fame.
A tal proposito si possono visitare i musei e i luoghi restaurati dove i soldati italiani ed avversari hanno valorosamente combattuto una guerra ad altitudini impensabili e in condizioni sovrumane.

Un bellissimo ricordo delle mie sortite estive in Valtellina riguardano le specialità enogastronomiche che ho avuto modo di assaggiare soprattutto a Morbegno, paese che è annoverato per la bresaola e il Bitto, il famoso formaggio  prodotto esclusivamente nei mesi estivi nei pascoli d'alta quota, ottenuto da latte di vacca con aggiunta in quantità variabile di latte caprino; come non dimenticare inoltre il piatto tipico della Valtellina, i pizzoccheri, di cui ho fatto largo consumo e da cui ho ricevuto un appagamento non indifferente.
Una tradizione forte, mantenuta nel tempo grazie al duro lavoro e alla passione degli abitanti del posto, che dà una precisa identità alla zona e la eleva senza dubbio dal punto di vista storico ed enogastromico a livello nazionale ed internazionale.


Nei secoli importanti personaggi storici hanno fatto della Valtellina il loro luogo di relax come ad esempio il poeta Giuosè Carducci, che ha soggiornato a Madesimo per numerose stagioni; un segno tangibile di una regione che affascina per i suoi paesaggi incredibili e che colpisce per la sua storia ormai secolare.
Infatti in Valtellina è possibile visitare il Parco delle Incisioni rupestri di Grosio  dove è presente  La Rupe Magna, la più estesa roccia alpina incisa dall’uomo che ospita più di 5.000 incisioni collocate tra la fine del Neolitico (IV millennio a.C.) e l’Età del Ferro (V sec. a.C.).
Insomma, la Valtellina d'estate è un piccolo paradiso terrestre dove potrete rilassarvi e godere appieno le vostre meritate e tanto agognate ferie.



lunedì 18 settembre 2017

Albergo e ristorante La Coccinella a Lavello




Nel mio recente tour in Basilicata, nel quale ho sviscerato bene o male tutta la regione, si è reso necessario un pernotto di due giorni nella zona nord-ovest della regione considerato la quantità di posti che avrei dovuto visitare.
La scelta è ricaduta sull'albergo La Coccinella di Lavello, una struttura 3 stelle dotata anche di ristorante che ha il medesimo nome.
La ricerca è stata piuttosto veloce, una volta visto che i prezzi per 2 notti erano buoni e dopo la lettura di qualche recensione positiva io ed il mio compagno di viaggio abbiamo subito telefonato per prenotare(ammetto che non siamo stati a consultare troppe informazioni sull'albergo anche perchè, grave pecca, non ha un proprio sito).
All'arrivo a Lavello quindi non ci aspettavamo niente di che, solo un posto dove passare decentemente due notti e dove poter anche eventualmente cenare.
Sono rimasto subito sorpreso dall'esterno dell'albergo, un caseggiato recente, pulito e curato con i distinti ingressi ben segnalati del ristorante e dell'albergo.
All'interno tutto nuovo, tutto pulito, con un profumo di fresco persistente(candele profumate erano un pò ovunque).
La cosa particolare che è saltata subito all'occhio è che il proprietario, un signore distinto e disponibile, non usava la reception ma rimaneva nel salone del ristorante( alla reception non abbiamo mai visto nessuno), utilizzando un tavolo come suo luogo di lavoro.




Tolto questo aspetto curioso, devo dire che l'esperienza nell'albergo La Coccinella è stata molto positiva.
Arrivati in stanza abbiamo osservato che il canovaccio dello stile moderno e della pulizia proseguiva positivamente; infatti abbiamo potuto apprezzare una stanza di grandi dimensioni, con accessori tutti nuovi e perfettamente funzionanti.
Si sono ricordati di separare i letti del matrimoniale, accorgimento che ci ha fatto piacere; presente comunque un terzo letto in caso di necessità.
Come comfort presenti il frigobar e la tv posizionata in alto sul muro.



Sulla porta di ingresso era affissa la password del wi-fi che in stanza ha funzionato perfettamente con un segnale forte e permanente.
L'unica cosa che abbiamo notato non funzionare, e fortunatamente la pioggia notturna ha contribuito ad abbassare la temperatura, è stata l'aria condizionata che non siamo proprio riusciti ad accendere.
Siccome la prima sera eravamo un pò stanchi abbiamo deciso di cenare direttamente nel ristorante dell'albergo senza dover andare a cercare in Lavello un locale di cui poi avremmo dovuto leggere le recensioni, andando quindi al buio più totale.
Qui devo dire che quelli de La Coccinella si sono superati perchè in due cene ci hanno servito dei piatti a regola d'arte, cucinati con sapienza e impiattati come si conviene in un ristorante di buon livello.
Il cameriere è sempre stato disponibile e si è fermato a parlare molte volte per darci anche consigli su cosa visitare in zona(anche se noi già avevamo il nostro programma ben definito).
Della esperienza nel ristorante La Coccinella ricorderò sempre le orecchiette con broccoli, aglio, olio, peperoncino e pinoli, un semplice e piccolo capolavoro di bontà e cosa ancor più gradita, una specialità del posto.

Ottimo anche il resto che abbiamo assaggiato: tagliata, polpette alla boscaiola, baccalà e anche le tagliatelle alla bolognese(la prima sera ci è stato proposto un menù non proprio del posto mentre la seconda sera abbiamo sostanzialmente spinto in direzione di piatti autoctoni).



Detto del livello di soddisfazione alto per la ristorazione, passiamo alla colazione, dove tutto sommato ho trovato un livello normale(visto la cura e la qualità del ristorante mi sarei aspettato qualcosa in più).

Presenti croissant, crostate(sembravano quelle del supermercato), marmellate, croissant confezionati, yoghurt(non mantenuti al fresco), fette biscottate, nutella, fiocchi d'avena; assente quindi la parte salata.
I cappuccini venivano preparati dal proprietario stesso utilizzando un macchinario da bar posizionato dietro ad un bancone.
La colazione viene servita al quarto piano(presente l'ascensore) ad orari molto mattutini.
Alla fine per 2 notti con colazione e 2 cene la spesa è stata di 220 euro totali, una cifra decisamente interessante considerato che è per 2 persone.
Tranne qualche piccolo neo, a cui aggiungo un parcheggio un pò scarso, posso assolutamente consigliare di andare nell'albergo La Coccinella e a quel punto di mangiare direttamente nel ristorante annesso.
Ad una spesa moderata troverete una struttura nuova, pulita e personale cortese ad attendervi.
Ci tornerò sicuramente.

martedì 12 settembre 2017

Taverna Oraziana a Potenza alla scoperta delle specialità lucane




Sono rientrato da pochissimi giorni dalla mia vacanza in Basilicata e ancora ho in mente gli splendidi panorami che ho avuto modo di apprezzare in tutta la regione: pianura, calanchi, mare, montagna, boschi, distese coltivate, paesi arroccati sulle cime, castelli e scavi archeologici.
Una autentica miniera per chi, come me, ama addentrarsi nella storia e scoprire le curiosità di ogni luogo.
La Basilicata non è solo Matera, Maratea, il volo dell'Angelo, Venosa e Melfi ma offre tante piccole realtà che meritano di essere scoperte.
Rientrando da Maratea io ed il mio compagno di viaggio abbiamo deciso di fermarci a fare una passeggiata serale per Potenza, capoluogo in cui non avevamo programmato la sosta ma che per esigenze anche di riposo, è diventata una nuova meta di visita.
Una volta trovato parcheggio a fatica fuori dal centro storico(non cercate posto, non lo troverete) ci siamo incamminati verso la piazza Mario Pagano, segnalata come uno dei luoghi della città da visitare.
Attorno all'ora di cena la via Pretoria era molto viva, con tantissimi giovani a passeggio ma anche tante coppie di tutte le età.
Con occhi attenti abbiamo cercato anche qualche ristorante durante il tragitto ma nulla, la ricerca è stata decisamente vana.
Molto carina comunque piazza Mario Pagano, illuminata a dovere e molto vitale.


Arrivati al fondo di via Pretoria finalmente un raggio di luce si è presentato ai nostri occhi: la Taverna Oraziana si presentava al fondo di una breve scalinata quasi timidamente, non ostentando il proprio potenziale di locale dove gustare i sapori della Basilicata.
Leggendo un pò di recensioni online, tutte positive, ci siamo decisi ad entrare nel ristorante.
Siamo stati accolti inizialmente un pò freddamente ma successivamente c'è stato il trionfo dell'accoglienza da parte di uno dei due titolari, prodigo di consigli e informazioni utili.
Il locale conserva un aspetto caratteristico, addentrante nella realtà lucana più ancestrale con tanti arnesi in vista e lampadari lavorati in legno.





Consigliati dalle recensioni, ci siamo abbandonati ai sapori locali scegliendo come primo il trittico oraziano, un tris di pasta locale con sugo di polpette; come secondo abbiamo optato per la salsiccia al finocchietto selvatico e la macinata di maiale.
Come vino non abbiamo potuto non degustare un Aglianico rosso 14°, un vino eccellente e vero vanto lucano.
Arrivato il primo abbiamo subito capito il perchè delle tantissime recensioni positive.

Pasta fatta rigorosamente in casa, cottura perfetta e sugo incredibilmente saporito; nel trittico erano presenti strascinati, orecchiette e un terzo tipo di cui non ricordo il nome.
Nel frattempo il titolare più socievole ci intratteneva continuamente e ci faceva sentire come a casa, dimostrando una conoscenza non solo enogastronomica ma anche storica della sua regione.
I secondi, arrivati dopo non eccessiva attesa, già dall'aspetto lasciavano presagire una elevata bontà.

Inutile dire che le sensazioni sono state confermate dal primo assaggio: ingredienti freschi, ben cucinati e la presenza del finocchietto selvatico a dare quel tocco in più alla salsiccia, tutto troppo perfettamente buono.
Accompagnare lo squisito Aglianico a questi piatti ha impreziosito l'esperienza esponenzialmente.
Come non provare anche un dessert locale?
Io ho scelto una fetta di torta con ricotta e pere mentre il mio amico ha scelto di assaggiare una sorta di strudel.
La torta era buonissima e se ne assaporava la freschezza dei componenti, peccato solo che la fetta fosse decisamente ridotta.



I titolari, giusto per chiudere ancor più positivamente l'esperienza, ci hanno fatto una sorpresa portandoci due assaggi di un moscato a fermentazione parziale e di un altro liquore locale al finocchietto, tutte novità per noi sempre aperti a nuovi gusti.
La positiva chiusura della serata si è avuta con il conto, che porta ad un rapporto qualità/prezzo decisamente elevato.
Il totale infatti era di 44 euro che ritengo un prezzo equo per qualità e per il servizio offerto.
Dimenticatevi durante il pasto di usufruire dello smartphone per navigare su internet perchè è praticamente assente la connessione dati; infatti una volta entrati dentro il ristorante per arrivare al salone bisogna scendere una scalinata ed il segnale non arriva così in basso.
Esperienza ultrapositiva, un buon motivo per tornare a Potenza e per assaporare altre specialità locali.


Contatti
Taverna Oraziana
Via Orazio Flacco 2, 85100, Potenza, Italia
+39 0971 273233