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mercoledì 3 gennaio 2018

Castello di Melfi e Museo Archeologico Nazionale



Nel mio recente tour in Basilicata una delle tappe più importanti è sicuramente stata la visita al Castello di Melfi che al suo interno ospita l'interessantissimo Museo Archeologico Nazionale.
La Basilicata fu una terra che Federico II apprezzava molto e in cui soggiornava spesso per le sue amate battute di caccia; celebre è il suo trattato di caccia con il falco, il De arte venandi cum avibus, un piccolo capolavoro che anticipa di molto l'avvento della scienza moderna.
Il Castello di Melfi, sebbene sia stato costruito dai suoi predecessori normanni, divenne fulcro dell'attività amministrativa del suo regno(poi impero) e ad oggi è uno dei castelli medioevali più importanti e meglio conservati(grazie anche a continue opere di ammordenamento e diverse fasi di restauro in epoche successive).
Il Castello divenne poi di proprietà dei Doria fino al 1950 e da allora è di proprietà dello stato italiano.
La struttura ha una unica entrata agibile con un ponte che dà sul vasto fossato(fu levatoio precedentemente).




Una volta ammirata la maestosità del castello si può accedere al museo(l'ingresso è di 2,50 euro) per godersi immediatamente il Sarcofago di Rapolla, una imponente opera d'arte in marmo con una donna raffigurata sul coperchio.

Il percorso prosegue con la suddivisione in sale dei reperti archeologici ritrovati nella zona del Vulture, in particolare corredi funerari di guerrieri e nobili.
Si va dal periodo VII-VIII secolo avanti cristo sino all'epoca romana; i reperti che è possibile vedere lasciano davvero a bocca aperta e danno anche l'idea dello sfarzo che regnasse all'epoca tra le genti nobili e l'importanza che si desse alla fase della sepoltura.





Questi sono sono alcuni dei tantissimi reperti archeologici che è possibile apprezzare nelle sale del museo; ci vuole più o meno un'ora e mezza per godersi pienamente e con calma tutto.
Si possono inoltre apprezzare in una sala alcuni quadri appartenuti ai Doria ritraenti scene di caccia; gli autori sono fiamminghi e risalgono al 1600 circa.
Insomma una full immersion culturale nella splendida cornice del Castello di Melfi che vi emozionerà sicuramente; anche i meno amanti della storia rimarranno colpiti da questa importante attrazione lucana.
La Basilicata è anche questo.

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